AUTUNNO


1zqyexy


cala il sipario -
a un lungo sonno s'avvia --
natura dorme

(haiku)

Rosemary3

hoshi2
giovedì 27 novembre 2008

E' Natali (È Natale)...



Amo immensamente la mia terra e il suo dialetto.

È per questo che ho scritto qualcosa in vernacolo nell'approssimarsi del Natale...

Spero vi piaccia!

C'è la traduzione, molto libera ovviamente...

GustateVi queste emozioni...in prosa...


 La  conca addumata...la nanna cunta ...

Li picciriddi, dattornu ô luci pi curiarisi e davanti l'arburu lucenti, ccâ vuccuzza aperta, sentunu la nanna ca parra di principi e drai ca, cu spati e spiruni, faciunu la guerra...

Li zampugnari sonunu e Natali si sinti cu campaneddi e canzuni...

Fora, lenta lenta, cari la nivi...



 Attraverso i vetri di una finestra illuminata, una scena di vita familiare...

La nonna racconta una favola e, attorno al luccicante abete, i nipotini ascoltano con bramosìa...

S'intrecciano vicende di sfortunate principesse e draghi, salvate dall'affascinante principe, mentre si diffonde un dolce suono di zampogne...

Nell'aria echeggia, mescolandosi a melodiose nenìe natalizie, un tintinnìo di campanelli.

Fuori, dolcemente cade la neve...

domenica 24 febbraio 2008

Anemica prigione

      Questo brano in prosa fa parte di un'iniziativa di VolObliquo
             "Volonarrando"
                    Da un incipit di Pirandello...       
 “Assorto nel continuo tormento di quella sua sciagurata esistenza, assorto nei conti del suo ufficio, senza mai un momento di respiro come una bestia bendata, aggiogata alla stanga di una noria o d’un mulino, sissignori, s’era dimenticato da anni e anni -ma proprio dimenticato- che il mondo esisteva”
                                                       
                    Anemica prigione                            


Da tempo tentava di allontanare quell’assillante martellio alle tempie che, con tediosa cantilena, le ripeteva di mollar tutto…
Ma quel fischio le risuonava nel cervello come un ciondolare lento, lento che riusciva  a malapena ad allontanare dai suoi pensieri.
Intorno solo silenzio a ricordarle che fuori, nonostante tutto, la vita scorreva col suo ritmo disattento; a poco a poco, spezzettò il suo andare e con fare stanco cercò di riordinare le sue idee.
Chissà se quel treno avrebbe interrotto la sua corsa liberando da quelle rette parallele il suo lungo e vano peregrinare.
Raccolse le sue ultime bende ed uscì per sempre dalla sua prigionia, andando incontro a quell’altra che l’attendeva fuori…
L’aria sferzante di quel mattino dell’ultimo di febbraio, la investì togliendole quasi il respiro…Sulle panchine rimaste, file di passerotti aspettavano briciole di attenzioni…Gli ultimi passanti distratti non si accorgevano di quanto accadeva intorno a loro…
Sara si sedette e, in un attimo, la sua vita le sfiorò la mente:- E’tutto inutile - pensò.
Stretta in quella morsa, le sembrava impossibile uscirne.
Uno stormo di rondini in quel momento solcò il cielo turchino di quell’anonimo mattino di febbraio e Sara, volgendo gli occhi quasi imploranti verso quel cielo, raccolse le poche briciole rimastole di quel suo suolo siculo e appoggiandole al viso, le confuse con il pianto dell’anima...



(immagine presa dal web)


 


giovedì 17 maggio 2007

Magìa di una sera...

Magìa di una sera…( 2 parte)


Sono attimi eterni: l’orizzonte si perde nell’immensità; vorrebbe allargare le braccia  e respirare a pieni polmoni l’immensità della vita, sentirsi libera , senza peraltro negare a nessuno se stessa…Grida alla luna il suo pianto perenne, ma lei, fredda ed austera, non riesce a sentirla…Il silenzio le  illumina l’anima … Trasformare quei fili argentei in fresche sorgenti: la notte  la sublima ,calandola in un vortice  di irreali sogni, purifica lo spirito che errabondo arranca… I suoi sogni sono come il vento trascinati all’alba dalla brezza mattutina sognando un mondo di ipnotiche melodie. Chissà se il risveglio, giocando con i respiri della vita, sarà travolgente…L’alba la sorprende e la rapisce in un vortice senza fine…


mercoledì 9 maggio 2007

Magìa di una sera...


Magìa di una sera …(2 parte)

La luna manda i suoi argentei  bagliori. Tutto è avvolto da una magica coltre. Due figure si stagliano in lontananza: le loro ombre proiettano arabeschi grotteschi . Il profumo di zagara inonda la vallata dell’Ippari; è una sera d’incanto, persino le lucciole si dondolano nel cielo blu prendendo per mano le stelle che ammiccano sornione  ai due amanti. Tutto l’universo è ai loro piedi! Tutto sorride loro…anche la natura sembra essere complice. Il fiume scorre dolcemente, la vallata è silenziosa…solo il canto delle cicale rompe la monotonia di quel magico silenzio…Si siedono sull’ubertosa terra sicula e, quasi a non voler interrompere quella magia, stanno in silenzio per ascoltare i suoni della loro terra. Prendono tra le mani un po’ di terra, la sfiorano, quasi a non volerle fare  male, e l’avvicinano alle loro guance intrise di pianto…Lei, splendida creatura, eterea nella sua candida pelle,  perde lo sguardo all’orizzonte;  lui, possente figura, incrocia lo sguardo di quella creatura  perduto nel tempo che pare essersi  fermato …

Rosemary