che tra echi del passato
torna a sfiorarmi.
In una calda notte di stelle,
il firmamento di sogni e di chimere,
nel vento persi,
risplende:
accanto a me,
un olezzo di perduta felicità...

Il cielo dipingo,
tingendo d'argento
le stelle
e un arcobaleno di colori
dalle mille sfumature
intreccio...
Con tremanti mani
lascio scivolare tra le dita,
la tiepida sabbia
assieme a brandelli di ricordi...


Stasera la luna
racconta...
Con occhi umidi
di pianto,
ricordo...
L'attesa
inganno
e risento l'aroma
dei perduti dì…
La mente scalpitar
io vedo,
arrugginendo ricordi
mai sopiti...
Esploro prati d'emozioni,
espugnando dei fiori
i palpiti
e colorando alle corolle
i petali...
Irrimediabilmente
abbevero
con lacrime
i miei tormenti...


il rumore del mare di vetro?
E' un rumore che dilania l'anima
e,
con ferite profonde,
ti annega,
soffocando,
nelle sue mellìflue onde,
le ultime illusioni...
M agia di
A ttimi
R iverbero
E mozionante



Fiorito è
il vecchio prugno
l'aria profuma
esplodendo con improvvisi colori
il sole alza gli occhi
e una canzone
mormora...
Uno squarcio di cielo
nel sentiero
appare,
e par udirsi intorno
gioiose grida di bambini...


Occhi di luce pieni
riflettono
variopinte vesti...
In fermento l'aria
brulica di rondini
che serbano l'incanto
della primavera...
I prati pullulano
di pratoline e viole e,
porgendo con frenesia
leggiadri manti,
palpiti cesellano
con esplosione di cuori...


Sulla battigia i miei ricordi lascio
e, facendomi dalle onde cullar,
il vento mormorar una dolce nenia,
ascolto
che, alle languide promesse d'una volta,
mi riporta
quando tu sussurrasti eterno amore...
Note stonate d'uno stanco peregrin
che a notte fonda un riparo,
cerca...
Serbo ancor la tua suadente voce
che tenera m'afferra
e mi riporta bieca ad immergermi
nell'opulento seno...
I miei segreti
afferra il vento
e agli alberi racconta le chimere
che, al sol disciolte,
impallidiscono col duro andar del tempo...


Stasera è a te che voglio dedicare
questa mia canzone,
compagno dei miei dì...
Traversie ed inganni hanno segnato
la nostra vita,
ma tu col tuo amore
spianato hai i lunghi sentieri
impervi
da quel lontano dì in cui abbiam
giurato eterno amore...
Stasera tu, vicino
al cuore mio,
hai riscritto la nostra
canzone d'amore...


Come piuma
al dolce zefiro,
volteggi
sul palco in chiaroscuro...
Istanti magici che esplodono
in una miriade di corpuscoli vaganti...
Dialogo eterno
di vibrante corpo
che, come onda,
s'increspa
al sinuoso andar
dello smarrito tempo...
Attimi spenti
d'uno spensierato gioco
che cullano il risorgere del sole...


Ridente paese
tu mi rapisti
in quel lontano dì,
quando tutto sorrideva
a una fanciulla e
promettesti fiori
in ghirlande intrecciate...
Fosti avaro e
non mantenesti
ciò che promettesti...
Ridenti messi
erigesti
a chi,
erede d'un campo minato,
s'aspettava,
fecondia di speranze e sogni...
Derubata fui
della mia giovinezza
da empi ladri
e tolta mi fu
l'illusione d'un nostalgico sogno...
Ora mi cullano i pensieri
al tuo richiamo
e un sorriso accenno
al mio triste cuore...

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